I.C."G.Marconi" - Palagianello (TA)
Sono appena tornato a casa dopo una di quelle giornate che non dimenticherò facilmente; una di quelle in cui senti di aver ricevuto più di quanto hai dato. Sono stato invitato alla scuola media “G. Marconi” di Palagianello per presentare L’Oltre, il mio romanzo del 2024, e quello che ho trovato lì è stato un entusiasmo così genuino e contagioso che per un attimo ho avuto la sensazione di essere parte di qualcosa di molto più grande di una semplice presentazione.
Appena entrato nell’aula magna, ho avvertito quell’energia tipica delle scuole: voci soffuse che si fermano all’improvviso, sguardi curiosi, qualcuno che si sistema sulla sedia, qualcun altro che stringe un foglio tra le mani, come se custodisse un segreto. Poi sono partite le domande; prima timide, poi sempre più vive, più autentiche. Mi hanno chiesto com'è nato L’Oltre, perché ho scelto certi personaggi, come ho affrontato le parti più emotive. E lì ho capito che non stavamo parlando solo di un libro, ma di loro, delle loro emozioni, delle loro fragilità.
È stato proprio questo il cuore dell’incontro: scoprire insieme che certe paure, certe insicurezze dell’età adolescenziale, possono trovare voce attraverso una storia, e che un romanzo, a volte, riesce a dire quello che non riusciamo a esprimere ad alta voce. Ho visto ragazzi annuire, sorridere, riflettere; qualcuno guardava il pavimento mentre parlavo, come se stesse mettendo ordine nei pensieri. Per me è stato davvero speciale.
E poi c’è stato un momento che mi ha lasciato senza parole: i ragazzi avevano preparato un cartellone ed un Canva dedicato a L’Oltre. C’erano frasi estratte dal libro, scene illustrate, commenti scritti a mano che raccontavano ciò che li aveva colpiti di più, ciò che li aveva emozionati. Ognuno di quei fogli, ogni slide, era una finestra sul loro modo di sentire la storia. È stato come rivedere il mio romanzo attraverso i loro occhi, e vi assicuro che è un’esperienza che ti colpisce.
Ma il colpo di scena è arrivato quando un ragazzo mi ha mostrato un diorama del Pelican nel cosmo interdimensionale, stampato in 3D. L’aveva costruito lui, con una cura incredibile nei dettagli. Vedere un oggetto del genere, nato dalla fantasia del romanzo e diventato realtà grazie alla sua passione, mi ha emozionato profondamente. Significa che qualcosa, in quelle pagine, è arrivato davvero; che un mondo immaginato è riuscito a diventare concreto.
Ho trascorso la mattinata parlando, ascoltando, ridendo, rispondendo a domande splendide e spontanee. Ma soprattutto ho visto nei loro occhi quello che vorrei vedere in ogni giovane lettore: la consapevolezza che i sogni non sono solo idee lontane, ma progetti che aspettano di essere costruiti. Ho raccontato loro che L’Oltre non è nato in un giorno, e nemmeno in una settimana; è nato dalla costanza, dalla frustrazione, dalla rinascita, dall’impegno, da quelle ore in cui scrivi e riscrivi perché senti che la storia merita il meglio che puoi darle. E ho visto che questo messaggio è arrivato.
Sono tornato a casa con un senso di gratitudine enorme. Incontri come questo mi ricordano perché scrivo, perché metto nero su bianco mondi e personaggi: per condividere, per creare ponti, per accendere qualcosa nel cuore di chi legge.
Ai ragazzi della “G. Marconi” dico grazie: per il vostro entusiasmo, per il vostro tempo, per la cura con cui avete preparato ogni dettaglio. Mi avete ricordato che ogni storia vive davvero solo quando trova qualcuno disposto ad ascoltarla. E oggi, più che mai, mi avete fatto sentire che L’Oltre sta camminando sulle gambe giuste.