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IC Chiarelli | Martina Franca

Il 19 febbraio ho vissuto una di quelle giornate che ti restano dentro a lungo. Sono stato ospite dell’Istituto Comprensivo Chiarelli di Martina Franca per presentare Land of the Free alle classi prime della scuola secondaria di primo grado.

Avevo già incontrato studenti in altre occasioni, ma l’energia che ho trovato qui è stata qualcosa di incredibile. Fin dalle prime battute ho capito che non sarebbe stato un incontro “formale”. I ragazzi erano attenti, partecipi, con gli occhi accesi di curiosità. Non si sono limitati ad ascoltare: mi hanno letteralmente tempestato di domande.

Volevano sapere come nasce un personaggio, quanto tempo serve per scrivere un romanzo, se mi capita di avere paura mentre scrivo certe scene, se mi sono mai bloccato davanti alla pagina bianca. Ma soprattutto mi hanno chiesto una cosa che mi ha colpito più di tutte: “Come si fa a pubblicare un libro?”

In quel momento non avevo davanti solo degli studenti; avevo davanti futuri colleghi. Ragazzi e ragazze che già scrivono racconti, che riempiono quaderni, che hanno storie nel cassetto e magari non hanno ancora il coraggio di tirarle fuori. Ho cercato di dare loro piccoli suggerimenti concreti: leggere tanto, scrivere ogni giorno anche poche righe, non avere paura degli errori, farsi aiutare da chi ha più esperienza. Ho detto loro che pubblicare è possibile, ma che prima di tutto bisogna credere in quello che si sta raccontando.

Mi ha emozionato vedere quanto alcune riflessioni su Land of the Free li abbiano toccati. Alcuni ragazzi mi hanno detto che si sono sentiti dentro la storia, che certi passaggi li hanno fatti riflettere sul coraggio, sulla libertà, sulle scelte difficili. Quando capisci che le tue parole arrivano davvero, senti che tutto il lavoro fatto ha un senso.

Proprio da questo incontro è nata un’idea che ora sta prendendo forma concreta. Ho pensato a chi ancora non conosce Land of the Free, a chi magari vorrebbe avvicinarsi alla storia ma non sa da dove iniziare. Così ho deciso di lavorare a un piccolo e-book digitale: un racconto che sarà allo stesso tempo un’espansione dell’opera principale e un ponte per nuovi lettori. Un modo semplice per entrare nel mondo del romanzo e scoprire se quella storia può parlare anche a loro.

Se oggi questo progetto sta nascendo, è anche grazie ai ragazzi dell’IC Chiarelli. La loro curiosità, le loro domande infinite, il loro entusiasmo mi hanno ricordato che le storie non finiscono quando chiudi un libro; continuano nelle persone che le leggono.

Grazie a tutti gli studenti e ai docenti per l’accoglienza e per l’energia straordinaria che mi avete regalato. Spero che qualcuno di voi, tra qualche anno, mi scriva per dirmi: “Ti ricordi di me? Quel giorno ti avevo chiesto come si pubblica un libro.” Sarà il segnale che una scintilla è diventata fuoco.