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Pause ed addii

Ci sono storie che si scrivono con una penna.
E poi ce ne sono altre che si scrivono con gli scarponi infangati, con il silenzio di un Hike, con un fuoco che si spegne lentamente mentre dentro qualcosa continua ad accendersi.
Oggi torno a casa dal mio ultimo campo estivo da esploratore. Ieri sera ho vissuto il mio Hike; oggi si chiude un altro pezzo di strada percorsa insieme alla Squadriglia Falchi, di cui ho avuto l'onore di esserne io caposquadriglia.
Qualcuno avrà notato che, da qualche tempo, Matteo Crudele ha rallentato il ritmo. È vero.
Non è un addio alla scrittura. È una pausa.
Per raccontare qualcosa di autentico bisogna, prima di tutto, viverlo. E in questo periodo la vita mi sta chiedendo di ascoltare più che di scrivere.
Le parole torneranno.
Nel frattempo raccolgo volti, passi, silenzi, errori, amicizie e orizzonti. Sono loro, prima o poi, a trasformarsi in storie.
A presto.